Le simulazioni tabletop aiutano le aziende a testare processi e ruoli nella gestione delle crisi cyber e a proteggerle dagli attacchi.
Negli ultimi anni si è registrato un aumento delle minacce informatiche rivolte contro aziende e organizzazioni di tutto il mondo. Un attacco andato a segno può compromettere in modo serio l’infrastruttura IT di un’organizzazione, causare interruzioni operative prolungate e generare danni reputazionali difficili da recuperare.
Per quasto motivo, fondamentale che le aziende siano preparate a gestire in modo efficace un incidente informatico. A questo scopo, esistono quelle che vengono definite simulazioni tabletop. Più precisamente, si tratta di esercitazioni in cui i soggetti coinvolti sono chiamati a fronteggiare uno scenario realistico di attacco cyber. L’obiettivo finale è valutare la capacità di risposta dell’organizzazione, individuare eventuali criticità nei processi decisionali e rafforzare le strategie di gestione della crisi.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio le fasi principali di una simulazione tabletop, come vengono eseguite e quali sono le figure chiave coinvolte, soffermandoci anche sulle principali tipologie di queste esercitazioni.
Fasi preliminari di una simulazione tabletop
Prima di avviare una simulazione tabletop è necessario definire con chiarezza i processi coinvolti, le tecnologie in uso, i ruoli degli stakeholder e le attività strategiche, tattiche e operative che verranno prese in esame. Questa fase preparatoria è fondamentale per garantire che l’esercitazione sia realistica e realmente utile per l’organizzazione.
La figura chiave imprescindibile in ogni simulazione tabletop è il moderatore, ossia il responsabile del corretto svolgimento dell’esercitazione. Il moderatore ha il compito di guidare lo scenario, coordinare le attività di incident response e assicurarsi che le decisioni vengano prese correttamente. Generalmente questo ruolo viene ricoperto dal CIO (Chief Information Officer) o dal CISO (Chief Information Security Officer), ma in alcuni casi può essere affidato anche a un consulente esterno, soprattutto quando si desidera un punto di vista indipendente.
Accanto al moderatore opera il data collector, incaricato di documentare tutti gli elementi rilevanti emersi durante la simulazione. Tra questi rientrano l’efficacia dei processi di crisis management, la chiarezza dei flussi decisionali e l’individuazione di eventuali gap organizzativi o procedurali. È inoltre importante la presenza di un facilitator, che supporta i partecipanti durante l’esercitazione e li aiuta a mantenere il focus sulle attività previste dallo scenario simulato.
Alle simulazioni tabletop partecipano infine anche figure non strettamente legate all’area IT, ma comunque centrali nella gestione di una crisi cyber, in particolare:
- il management, coinvolto nelle decisioni strategiche;
- la consulenza legale, per gli aspetti legati alla normativa vigente e agli obblighi di notifica;
- le funzioni di pubbliche relazioni e marketing, responsabili della comunicazione verso clienti, partner e stakeholder esterni.
Svolgimento di una simulazione tabletop
Una volta definiti ruoli e responsabilità, è necessario selezionare uno scenario coerente con le reali capacità dell’azienda. La scelta si basa sulle tipologie di attacco più probabili per il contesto specifico dell’organizzazione, evitando casi estremi o poco realistici che rischiano di rendere l’esercitazione poco efficace. In questa fase è importante svolgere attività di project management preliminari, tenendo conto delle disponibilità degli stakeholder coinvolti e dei loro impegni operativi.
Prima di avviare l’esercitazione, è fondamentale redigere una documentazione che includa almeno i seguenti elementi:
- formalizzazione dei ruoli;
- definizione dello scenario;
- programma dettagliato della simulazione.
All’inizio della simulazione, il facilitator illustra ai partecipanti lo scopo dell’esercitazione, le modalità operative e gli obiettivi da raggiungere. Successivamente, gli stakeholder avviano le procedure previste dallo scenario selezionato, simulando le attività di risposta all’incidente, mentre il data collector osserva e registra le azioni intraprese, le decisioni prese e le eventuali criticità emerse. È essenziale che i partecipanti mantengano il focus su situazioni plausibili e aderenti alla realtà operativa dell’azienda, evitando derive teoriche o scenari irrealistici.
Al termine dell’esercitazione, viene svolta una fase di debriefing, che coinvolge principalmente il facilitator e il data collector, con l’obiettivo di analizzare quanto emerso durante la simulazione. Questa fase consente di individuare punti di forza, debolezze e aree di miglioramento. Sulla base di tali evidenze viene infine redatto un after action report, documento che raccoglie le azioni correttive e le iniziative necessarie per rafforzare la resilienza dell’azienda agli attacchi informatici e migliorare la gestione di eventuali incidenti futuri.
Tipologie di simulazioni tabletop
Esistono diverse tipologie di esercitazioni tabletop che possono essere adottate in base alle esigenze dell’azienda e allo scenario che si intende simulare. Le principali sono le seguenti.
Esercitazioni scripted
Nelle esercitazioni scripted gli stakeholder si preparano in anticipo sullo scenario da simulare. In questo modo, possono individuare eventuali criticità già in fase di pianificazione, prima dello svolgimento effettivo dell’esercitazione, migliorando così la capacità dell’azienda di gestire i processi di crisi. Tuttavia, si tratta di simulazioni che non riproducono attacchi reali contro l’infrastruttura aziendale, ma solo di tipo teorico.
Esercitazioni ibride
Le esercitazioni ibride combinano le caratteristiche delle simulazioni scripted con elementi tipici delle attività di red teaming, in particolare quelle utilizzate per testare il perimetro di sicurezza di un’organizzazione. Queste sono principalmente indicate quando è necessario valutare non solo i processi decisionali, ma anche le reali capacità tecniche dell’azienda nelle operazioni di incident response.
Esercitazioni full live
Le simulazioni full live prevedono il coinvolgimento diretto dell’intera infrastruttura aziendale, sulla base dello scenario selezionato. Questo tipo di esercitazione consente di testare in modo realistico la risposta dell’organizzazione a un incidente informatico ed è particolarmente indicato per prepararsi a minacce emergenti ad alto impatto e ad alto rischio.
In conclusione
Alla luce di quanto visto, risulta evidente come le simulazioni tabletop siano uno strumento estremamente efficace per migliorare la resilienza di un’azienda di fronte agli attacchi informatici. Questo tipo di esercitazioni consente di testare processi, ruoli e capacità decisionali in un contesto controllato, ma realistico, riducendo il rischio di improvvisazione in caso di incidente reale.
Per questo motivo, è fondamentale svolgere regolarmente simulazioni tabletop, così da mantenere elevato il livello di preparazione delle figure coinvolte e individuare tempestivamente eventuali lacune organizzative o procedurali. Allo stesso modo, queste attività diventano ancora più rilevanti in presenza di cambiamenti nella struttura aziendale o in seguito all’introduzione di nuove normative in ambito di cybersecurity, che possono modificare responsabilità, obblighi e modalità di gestione delle crisi.
