Un’analisi approfondita di una categoria di software molto diffusa e potenziale veicolo di vulnerabilità informatiche.
Nell’era di internet il download di un software è ormai qualcosa di assodato. Ciò che ancora non è pienamente compresa è la differenza tra le varie licenze di utilizzo impiegate per la sua distribuzione. La parola shareware è risuonata spesso e volentieri nel mondo dell’informatica. Questa è stata molto comune negli anni ’90, infatti chi si porta sulle spalle almeno due decenni abbondanti il solo sentirla nominare, avrà sicuramente risvegliato un vortice di ricordi.

Si tratta essenzialmente di programmi che hanno come obiettivo principale mostrare agli utenti le potenzialità offerte da una loro versione commerciale completa. Ma come mai spesso e volentieri lo shareware è accostato a software malevolo o indicato come veicolo di attacco da parte dei cybercriminali?
Scopriamolo insieme.
- Definizione di shareware
- Che differenza c’è tra shareware e freeware?
- Tipi di shareware
- Shareware e sicurezza informatica
- Come proteggersi in caso di software shareware?
Definizione di shareware
Con il termine shareware si intende…
Introdotto per la prima volta nel 1982 da Andrew Fluegelman, lo shareware indica un software commerciale che viene distribuito in forma gratuita direttamente dalla casa madre. Fluegelman aveva messo a punto un programma chiamato PC-Talk per la IBM e che decise di rilasciare in forma gratuita agli utenti, affinché lo provassero e prendessero dimestichezza col computer.
Il termine fu coniato effettivamente solo nel 1984 ad opera dello stesso Fluegelman, Jim Knopf e Bob Wallace, i quali fecero sì che il software shareware non fosse confuso sia con freeware, che con public domain. Sin da allora molteplici aziende e sviluppatori hanno adottato tale licenza per il rilascio di alcuni dei loro software più popolari.
Questo in virtù di due elementi fondamentali:
- Far conoscere la propria azienda, i propri prodotti e gli sviluppatori che ci hanno lavorato ad una fetta di pubblico quanto più ampia possibile;
- Incentivare l’utente a pagare per ottenere un supporto continuo;
L’ultimo è sicuramente l’elemento caratterizzante di un software shareware, in quanto ciò che viene fornito è una versione incompleta del prodotto finale, con le opzioni avanzate bloccate dietro un paywall. Casi più rari, invece, prevedono il rilascio al pubblico del pacchetto completo con un periodo di utilizzo limitato.
Un utente che si trova tra le mani un software in versione gratuita e che si dimostra essenzialmente valido per le sue esigenze, lo spinge a investire volentieri nel pagamento della sua versione completa. Inutile aggiungere che tale strategia risulta particolarmente efficace anche ai giorni nostri.
Che differenza c’è tra shareware e freeware?
Come detto precedentemente, il software shareware passa spesso e volentieri come freeware, generando non poca confusione negli utenti. La differenza sta negli scopi delle due licenze completamente agli antipodi in termine di scopo.
Un software freeware è caratterizzato dall’essere protetto dal copyright, pur essendo disponibile in forma gratuita e senza nessun limite di utilizzo.
Lo sviluppatore che adotta tale licenza preserva pieni diritti e controlla anche la sua distribuzione, potendo anche decidere di rilasciare add-on e opzioni aggiuntive opzionali a pagamento.
Tra gli esempi più noti di software freeware troviamo gli antivirus distribuiti sul web, come Avast, Avira, AVG, Panda e così via. Si tratta a conti fatti di versioni limitate in termini di funzionalità, ma senza alcun limite di utilizzo. Il loro scopo finale è infatti quello di incentivare l’utente ad acquistare la versione completa.
Il software shareware, invece, prevede il rilascio di una versione di prova del software effettivo, che non prevede alcuna possibilità di estensione dello stesso da parte di terzi. Ecco perché non può essere considerato né di dominio pubblico, né tantomeno open source.
Probabilmente l’esempio più famoso di software shareware, è Doom di id Software del 1993. All’epoca i due programmatori John Carmack e John Romero decisero di pubblicare il videogioco direttamente su internet, ponendo il vincolo che i giocatori avrebbero avuto accesso solo al primo dei tre episodi. Il pacchetto completo sarebbe stato a pagamento.
Tipi di shareware
Contrariamente a quanto si possa pensare, shareware non indica un solo tipo di software, ma più tipologie, ciascuna dei quali con specifiche funzionalità per incentivare l’utente ad acquistare le versioni complete. C’è da dire che non tutte sono ben viste dalla comunità, in quanto risultano sia fastidiose, che anche pericolose. Vediamole nel dettaglio:
- Adware
Probabilmente una delle forme più diffuse di software shareware, spesso accomunato con l’omonima variante di malware. Si tratta di un prodotto rilasciato con all’interno svariati annunci pubblicitari le cui visualizzazioni portano guadagno allo sviluppatore. Molto disprezzato e considerato non affidabile, in quanto comporta violazioni della privacy serie e addirittura iniezioni di trojan all’interno del sistema su cui è in esecuzione. - Demoware
conosciuta anche come trialware, è essenzialmente una versione dimostrativa del software completo, che manca di molte delle funzionalità presenti nel pacchetto completo. Un esempio concreto è il software Data Recovery di EasUs, che non permette il recupero dei dati a seguito della scansione e che invita l’utente all’acquisto della versione completa per poter proseguire. - Donationware
Sicuramente la versione più apprezzata da parte degli utenti, si tratta essenzialmente di un software completo e funzionante, a cui viene richiesta una donazione una tantum per supportare lo sviluppatore. - Nagware
Variante dello shareware che mina pesantemente l’esperienza d’uso utente. Questo perché il suo utilizzo viene interrotto dopo tot tempo con la comparsa di finestre temporizzate, mirate a ricordare di acquistare la versione completa. - Freemium
Diffusissimo a partire dal 2011 con l’avvento di App Store e Google Play Store, il modello prevede il rilascio al pubblico di un pacchetto di funzionalità base in forma gratuita, ma con gli upgrade ai pacchetti completi a pagamento. In tale categoria ci sono anche i videogiochi sia per mobile, che per PC e console, in cui i giocatori sono invitati costantemente ad acquistare sia elementi cosmetici, che pacchetti completi contenenti livelli aggiuntivi, o semplici salvatempo.
Shareware e sicurezza informatica
Sebbene nella stragrande maggioranza dei casi il software shareware possa considerarsi come un modello sicuro, in realtà anch’esso non è esente da falle nella sua sicurezza. Infatti, i cybercriminali finiscono per adottarlo molto spesso come veicolo di attacco, in quanto si tende a fare leva sulla psicologia degli utenti, abituati oggi più che mai a pretendere software completi, funzionali e completamente gratuiti.
Tra le principali minacce alla sicurezza informatiche che possono celarsi in un software shareware si citano:
- Malware
come abbiamo visto poc’anzi con l’adware, alcuni malware possono essere celati all’interno di un software shareware, o iniettati all’interno del sistema mediante finti URL camuffati da annunci pubblicitari. - Sponsorizzazioni
molto spesso in fase di installazione è presente una voce che offre all’utente l’installazione di un software ulteriore. Tuttavia, questo può rappresentare un effettivo veicolo di infezione nel sistema, in quanto l’offerta, seppur percepita come legittima, è in realtà un software malevolo. - Vulnerabilità intrinseche
il software shareware è forse il meno sicuro in circolazione. Questo perché non è qualcosa che viene aggiornato costantemente, o che possiede una licenza d’utilizzo completa e affidabile come accade per altri.
Come proteggersi in caso di software shareware?
In merito a quanto discusso finora, bisogna sempre tenere conto di cosa si sta usando all’interno del proprio sistema e il software shareware risulta il meno affidabile. Per poterlo usare come si deve, ecco alcuni consigli:
- Ignorare gli annunci
poiché le inserzioni pubblicitarie possono celare link diretti a software malevolo, è bene non cliccare sugli annunci che appaiono a schermo. - Evitare di installare software aggiuntivo
poiché lo shareware può includere al suo interno offerte opzionali sponsorizzate, è sempre meglio evitare di accettare la loro installazione. Questo perché può trattarsi di malware celati da software genuino, o adware. Il consiglio è prestare sempre attenzione alle opzioni presenti nella schermata di installazione. - Evitare software non aggiornato
le falle nella sicurezza derivano principalmente dalla mancata implementazione delle ultime patch correttive e poiché la stragrande maggioranza del software shareware non è aggiornato, i cybercriminali trovano qui terreno fertile. Ecco perché non andrebbe mai installato nei propri sistemi software che non riceve aggiornamenti da molto tempo. - Aggiornare sempre e costantemente i software di sistema e i protocolli di sicurezza
ci si deve assicurare che la propria organizzazione e i clienti ad essa associati adottino robuste politiche di sicurezza. Tutti i sistemi, l’hardware e i software in uso devono essere costantemente aggiornati con puntualità.
In conclusione
Di sicuro il software shareware rappresenta una tipologia di licenza molto interessante, che può in molti modi attirare gli utenti e rendere popolare un determinato prodotto, o la casa responsabile del suo sviluppo. Tuttavia, come si è sempre detto, non è tutto oro quel che luccica e in molti casi questo può rappresentare più di una minaccia alla sicurezza del proprio sistema.
Le tecniche di ingegneria sociale si sono fatte sempre più avanzate e in molti casi subdole, proprio perché fanno leva sulla frenesia del mondo odierno e sulla crescente non curanza della stragrande maggioranza degli utenti.
Sono proprio questi il target principale dei cybercriminali, che vedono in loro un terreno fertile da sfruttare per colpire le organizzazioni presso cui questi prestano servizi. Ecco perché il monito di mantenere alta la guardia e di non fidarsi delle promesse di pacchetti completi e gratuiti ottenibili con un singolo click.
