Nella notte tra il 28 e il 29 novembre 2023 un attacco ransomware mette fuori uso i sistemi delle Asl modenesi. Ricostruiamo il caso, le conseguenze e cosa insegna.

Nella notte tra martedì 28 e mercoledì 29 novembre 2023, un attacco hacker ha messo fuori uso i sistemi informatici delle Asl modenesi. Sospensione di prelievi, prestazioni ambulatoriali non urgenti, mammografie e vaccinazioni; impossibilità di accedere alle cartelle cliniche digitali dei pazienti, rallentamenti nelle prenotazioni. Sono alcune delle conseguenze più pesanti per le strutture sanitarie e per gli utenti, costretti a tornare al cartaceo e a fare i conti con procedure inevitabilmente più lente.

  1. Analisi dell’attacco ransomware alle Asl di Modena
  2. Matrice ransomware e rivendicazioni
  3. Le conseguenze per i pazienti
  4. Cosa insegna il caso di Modena
  5. Conclusioni
Attacco informatico ransomware alle ASL di Modena: cosa è accaduto

Analisi dell’attacco ransomware alle Asl di Modena

L’attacco che ha colpito la sanità modenese ha avuto un impatto trasversale su tutta la provincia, coinvolgendo l’AUSL, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e l’Ospedale di Sassuolo. La vicenda è riconducibile a un’infezione ransomware di tipo cryptolocker, software malevolo progettato per criptare i file e renderli inaccessibili. Lo schema d’attacco segue quanto già accaduto in altri distretti ospedalieri italiani, tra cui Verona e le ASL di Avezzano, Sulmona e L’Aquila.

Secondo le dichiarazioni del Direttore del Servizio Tecnologia dell’Informazione dell’AOU Modena, i primi campanelli d’allarme sono scattati intorno alle 23:00 del 28 novembre, quando il sistema informatico del reparto di radiologia è risultato improvvisamente inaccessibile. Le indagini, avviate in collaborazione con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e la Polizia Postale, hanno confermato la presenza di un ransomware. In via precauzionale, i sistemi delle tre aziende sono stati temporaneamente sospesi, con tre obiettivi: impedire il propagarsi dell’infezione, accertare l’entità del danno e ripristinare gradualmente e in sicurezza le infrastrutture compromesse. Nella mattinata successiva è stato diramato un comunicato per invitare i cittadini ad astenersi dal prenotare visite non urgenti, dato che le prenotazioni dal fascicolo sanitario elettronico, integrate con il servizio CUP, non sarebbero comunque state finalizzate.

Matrice ransomware e rivendicazioni

Grazie alle indagini, a pochi giorni dall’accaduto è stato possibile risalire alla cybergang responsabile: il gruppo Hunter’s International, un marchio Ransomware-as-a-Service (RaaS) che opera con l’obiettivo di esfiltrare dati e ricattare le vittime con richieste di riscatto ingenti.

Stando a quanto notificato all’Autorità Garante per la protezione dei dati, non sono stati evidenziati casi di perdita o esfiltrazione indebita dei dati. Le aziende hanno rassicurato di aver intrapreso tutte le azioni legali necessarie a tutela delle strutture e dei pazienti, e che eventuali sottrazioni sarebbero state notificate immediatamente agli interessati. Un ruolo decisivo lo hanno giocato i sistemi di backup, che hanno agevolato il ripristino rendendo di fatto superflui i tentativi di ricatto.

Il caso di Modena mostra quanto conti conoscere in anticipo le proprie debolezze. Il nostro Vulnerability Assessment, certificato ISO 27001, individua le vulnerabilità dei vostri sistemi e ve le restituisce in ordine di priorità, prima che un attaccante le trasformi in un blocco dell’operatività.

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Le conseguenze per i pazienti

Come sempre negli attacchi contro il settore sanitario, a farne le spese maggiori sono i pazienti. Insieme al personale medico, hanno dovuto adattarsi a un sistema basato sulla carta, con una gestione più lenta e macchinosa delle procedure: per accedere alle prestazioni è stato necessario fornire tessera sanitaria e referti cartacei, e i medici hanno potuto refertare solo in formato cartaceo.

Sul piano logistico si sono registrati la sospensione degli screening mammografici, dei punti prelievo e della specialistica ambulatoriale non programmata; il malfunzionamento dei call center per prenotazioni, informazioni e Urp; l’attivazione di un servizio alternativo per la Guardia Medica; e la sospensione del servizio di igiene pubblica. A tutto questo si è aggiunto il sovraffollamento delle strutture ospedaliere limitrofe, su cui è stata dirottata gran parte dell’utenza.

Cosa insegna il caso di Modena

Il caso modenese offre due lezioni preziose. La prima riguarda il valore del backup come strumento di resilienza: è stata proprio la presenza di copie di sicurezza affidabili a permettere il ripristino senza cedere al ricatto, trasformando un attacco potenzialmente devastante in un disservizio temporaneo. Un backup testato e isolato è ciò che distingue un’azienda che si rialza in giorni da una costretta a trattare con i criminali.

La seconda riguarda la prevenzione: la rapidità con cui radiologia e poi l’intera rete sono state compromesse dimostra quanto conti conoscere in anticipo i punti deboli dell’infrastruttura. Verifiche periodiche delle vulnerabilità, segmentazione della rete per impedire la propagazione, e formazione del personale sono le misure che riducono sia la probabilità sia l’impatto di un attacco. È l’approccio che proponiamo con la cybersecurity per il settore sanitario, un percorso di vulnerability assessment e penetration test dedicato a ospedali, cliniche e strutture sanitarie.

Conclusioni

Quanto avvenuto a Modena è l’ennesima dimostrazione della vulnerabilità delle strutture sanitarie agli attacchi informatici. La congiunzione tra preziosità del dato e carenza di adeguati strumenti di sicurezza rende il settore medico-sanitario uno dei bersagli prediletti: sul dark web un singolo fascicolo sanitario può arrivare a valere fino a 2.000 dollari. Il caso di Modena, però, insegna anche che la differenza si gioca sulla preparazione: chi ha investito in prevenzione e backup ha limitato il danno, chi non l’ha fatto ha pagato il prezzo più alto.

Gran parte degli attacchi ransomware in sanità parte da un’e-mail di phishing aperta da un operatore. La nostra Academy forma il personale delle strutture sanitarie a riconoscere le minacce e ad adottare le buone pratiche quotidiane che chiudono la porta agli attaccanti.

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